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Testo trovato scritto sulla murata di tribordo …. all’alba … in un giorno di nebbia…

” Se una persona che si trova su una nave dice che sta raschiando il fondo … secondo voi … significa che :

 

  • si trova sul ponte di coperta e, munito di raschietto, scopa e paletta, rimuove accuratamente della sporcizia
  • è attaccato allo scafo, sull’esterno, con l’intento di sverniciarlo
  • si è tuffato insieme all’ancora e si fa trascinare sul fondale marino, lasciando un solco più o meno profondo
  • è in cucina a lavare le pentole
  • ha una fame terribile, perché non ha pranzato, visto che i suoi compagni si sono spazzolati allegramente tutte le provviste, lasciando solo i piatti sporchi da lavare
  • è talmente giù di morale che la sua faccia sta elaborando nuove teorie sul consumo delle suole degli stivali
  • dovrebbe scendere dalla nave

 

Per rispondere, munirsi di pennello e vernice, dello stesso colore di quella dello scafo, e cancellare le risposte non corrette .

 

P.S. : poi cancellate anche quella giusta… se no il capitano s’inc….a .”

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Sento il bisogno … ed il dovere…, ma soprattutto mi fa piacere! … scrivere queste poche righe,1466-15.jpg dedicate alle persone che camminano accanto a me, a coloro che ho tenuto per mano per un po’ … e che poi ho perso di vista, a quelli che, immancabilmente, sono stati e saranno presenti nel momento del bisogno, agli amici, conoscenti, compagni, colleghi … le persone a cui ho arrecato fastidio, quelle che non avrebbero mai voluto incontrarmi, quelle che si sarebbero aspettate di più da me … le persone che mi amano o mi hanno amato, che mi vogliono bene o che mi stimano … quelle che hanno bisogno di me, quelle che mi usano … le persone che non sanno cosa vogliono, che sono confuse e … quelle che non lo sono più, quelle che hanno preso una decisione … coloro che vogliono continuare a frequentarmi ed a condividere con me qualcosa, quelli che non vedono l’ora che io sparisca dalla loro vista, quelli che non mi sopportano … quelli a cui sono indifferente… le persone che ho aiutato, quelle che hanno aiutato me… le persone per cui ho pianto, le persone che ho fatto piangere… quelle che hanno riso con me, quelle che hanno riso di me … quelle a cui è tremata la voce, quelle a cui non ho mai detto “ti amo” o “ti voglio bene” … quelle con cui l’ho fatto…

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È più difficile mantenere una promessa fatta a se stessi, piuttosto che una fatta a qualcun’ altro. Ci si fa meno paura e si dimentica più facilmente… insomma si fa molta più fatica a fare i conti con la propria coscienza, quando questa si nasconde. Non bisognerebbe farsi delle promesse … si finisce nei guai… anche con gli altri. Non si racconta di aver preso quel tipo di impegno, anche perché, sono sicuro, che un buon 50% delle persone non sappia cosa significhi e comunque non capirebbe. Agendo per rispettarlo si compiono, o non si compiono, determinate azioni, capitando spesso in situazioni alquanto imbarazzanti. Non si hanno reazioni naturali ad un certo tipo di sollecitazioni e … si risponde in modo esagerato a richieste semplicissime. Chi ci frequenta pensa che siamo arrabbiati con lui o lei che sia, oppure … che siamo impazziti. Come tutti i comportamenti strani, è causa solitudine.

Una volta nella vita. Credo che posa succedere, davvero, una volta sola. Sognare la propria destinazione … p81001.jpgprima di averla vista con i propri occhi. Nel sonno è semplice : esiste una strada tracciata, devi solo seguirla fino in fondo. In quel sogno raggiungi la destinazione e vivi di quella forza che spinge gli uomini a morire, felici di averlo fatto mentre erano ancora vivi: senti di poter abbattere qualunque ostacolo! … tieni in mano la tua vita … la senti scorrere, dimenarsi intorno a te. Anche lei è viva. La visione onirica è ingannevole, traditrice … puoi annegare nell’aria … respirare in fondo al mare … sentire freddo all’inferno … cadere in eterno da pochi centimetri … . Qualcuno sostiene che si potrebbe morire sul serio, solo sognando che ciò accada.

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23.50 gmt
Quante stelle questa notte; sulla nave incastrata nel silezio assoluto; il silenzio del mare profondo. Quante stelle, da usare magari per navigare. Passeggiare sul ponte, bagnato di umidità salmastra e pensare…… a quali vie scegliere per andare sulle acque. Come nel vivere ogni giorno, scegliere e seguire una strada. Ma quali, sono così tante e ogniuna è diversa e contraria dall’altra, come si fa a sceglierne una. Occorre forse navigare a vela, lasciandosi portare….ma come si fà. Quello che si vive ci indica la strada per non commettere nuovi errori, ma non ci accorgiamo che questi saranno sempre nuovi e sconosciuti. Come si fa a capire, a scegliere, a chiudere gli occhi senza paura di sbattere contro un ostacolo o cadere in un vuoto vorticoso come una scogliera. E se fosse tutto qui? Cadere dalla scogliera del nostro cercare? Ma le mani del passato ci possono trattenere, all’improvviso, all’ultimo momento. Deliri, a 9 nodi, deliri. Persi nel nostro Vivere, sognare, amare; fermi eppure sospinti in mezzo a un mare tropicale. Ma troppo chini a osservare le onde sulla chiglia, e non l’orizzonte. Ma tutto è per me relativo, da fondo del nostro pozzo vediamo il nostro personale spicchio di cielo; su cui facciamo sogni e cosiderazioni. A me indicavano la luna con il dito, ed io, sciocco, osservavo il dito; non perchè ignorassi la luna, ma il dito che me lo indicava era la mia luna.
Ora, la osservo, bianca, enorme; rincorsa da stelle;e la osservo senza alcuno che la indichi…..a 9 nodi e orizzonte sgombro.

gelo.jpgIl freddo è finalmente giunto. Il freddo che arrossa nasi ed orecchi, quello che ti accarezza il viso la mattina, prima che tu abbia ripreso coscienza, per prepararti teneramente ad essere ferito e graffiato da lame di vento gelido . Il freddo viaggia sempre in compagnia. I suoi migliori amici sono la neve e la tradizione. Puntualmente, al sopraggiungere della stagione, li si può vedere insieme per le strade, giocare per un anno ancora … Talvolta uno di loro può essere in ritardo o farsi desiderare…, ma alla fine, come sempre, si riunirà ai suoi compagni.

Il freddo ha un alter ego.

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Si può impiegare tutto il proprio tempo a riflettere, ad osservare, per ricercare il senso … oppure immergersi totalmente nelle faccende quotidiane, creandone continuamente di nuove, fino ad occupare l’intera giornata, così da avere la sensazione di averglielo dato … un senso… o semplicemente per fuggire da quell’incombenza … per non pensarci.

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speranza image010.jpg

tromba-marina.jpg paura90a.jpg bisogno

ragione

Quattro parole qualunque … pressappoco, qualunque

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E così scoprii che, fuori, il mondo, non mi aveva aspettato, i miei tempi, i miei valori erano nulla poiché ormai anacronistici… non restavano molte cose da fare, le opzioni propostemi erano davvero poche. Il mio tempo non mi poteva più accettare, indi, o adeguarsi o lasciare vuota la mia sedia… optai per l’adeguarmi, in un primo momento, sì, posso dire, ottenni mediocri risultati… sì, sembravo proprio un coglioncello degno della mia generazione… coglioncello! Non ero io… l’educazione impartitami, che pure mi piaceva, la dovevo forse rinnegare in toto o qualcosa, se, come appunto avveniva, mi piaceva, perché rifiutarla? Perché non poter essere io? Perché tutto, TUTTO, dovevo vederlo in ottica merce di scambio? Perché non dovevo più piangere, usare termini che nel dizionario venivano anticipati da tre, tre, croci? Perché dovermi svendere? Non poter più apprezzare una di lei lacrima di commozione? Perché, finalmente, non potermi dimostrare terribilmente fragile? Restare muto…pensieri calmi…ludici…

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Sembra fatto di olio questo mare. Liscio come la schiena di una donna, il sole si riflette su questa enorme distesa di …. oro. Attimi di calma sonnolente, come velluto cade senza rumore. Il senso di vertigine nel guardare giù, dove la prua infrange le onde. Vivo di ricordi, come però mi dissero sulla terraferma “è un comportamento a perdere”, dobbiamo guardare al futuro. Ma qui, il mare non ha davanti o dietro; sopra o sotto; qui il futuro e il passato si legano al presente. E ricordi, e vivi, perchè senza il mio ricordo……molti non esisterebbero più….tra le onde. Ci vuole un bicchiere per me e l’equipaggio; non è tristezza badate bene; è forse il mare che ti entra dentro. Non è tristezza, decisamente no, è una coperta calda che protegge dal vento teso e freddo del tramonto.

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