Aggrappato al pennone di una nave fantasma, con la sola forza del braccio destro, la semplice presa di una mano, per ora salda … ancora salda. Gli occhi fissi nello sguardo vitreo della polena : una donna… una figura per metà pesce e per metà donna … una sirena dal seno nudo, in parte coperto da una folta chioma scolpita nel legno. Sguardo terribile e commuovente di occhi senza vista.
Buio… eppure, chiara e distinta, appare la sagoma del vascello. Deserto il ponte … immoto l’universo . Silenzio assoluto.

… questo è lo scenario del sogno .

 

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Stringo forte il pugno.
Non posso lasciare che mi scivoli la mano.
Non adesso che c’è chi ha bisogno di me … bisogno che io ci sia … che sia presente.

Qualche tempo fa avrei lasciato che le forze mi abbandonassero
… avrei atteso il lento sciogliersi della presa, rilassandomi nel dolce abbandono ad un destino irrimediabilmente rifiutato …
… avrei atteso che gli ultimi barlumi di una volontà remota si spegnessero nel freddo tramonto di una giornata nuvolosa…
… per poi cadere … finalmente cadere … e nel cadere liberarmi, lasciando che l’attrito con l’aria mi spogliasse di ogni ricordo o pensiero, fino a produrre il calore necessario ad incendiarmi … bruciarmi … trasformarmi in una stella cadente che non avrebbe avuto nemmeno l’ultimo conforto di essere la ragione per esprime un desiderio.

Stringo forte il pugno .
Non posso lasciare che il vento la mattina e la pioggia il pomeriggio, mi facciano tremare … esitare.
Non ora che il tempo è breve … senza scampo … senza alternative.

Ho trovato il modo per non guardare … la maniera per non vedere … il metodo per nascondere alla mia vista l’immagine che ancora mi perseguita.
Per ora… finora … per quanto ancora, non so.
Lo so, non mi rimane nessun dubbio … quella è l’immagine che potrebbe farmi cedere … l’immagine, alla vista della quale, non riuscirei a mantenere salda la volontà che ancora mi regge …
Per ora … finora … per quanto ancora, non so.

… queste le mie sensazioni …i miei pensieri .

 

 

Quella notte mi sono svegliato di soprassalto, con la chiara impressione di aver udito l’urlo di una persona in caduta libera. Ricordo ancora l’intensa fitta di dolore al braccio destro che ho provato poco dopo, nel tentativo di sollevarmi a sedere e guardare fuori dalla finestra della cabina; sulle prime ho pensato ad una posizione scomoda assunta durante il sonno, ma poi ho iniziato a ricordare … stranamente accompagnato da una musica insolita ed inaspettata proveniente dal ponte di coperta, dove, scoprii più tardi, un uomo ubriaco stava combattendo la sua personale battaglia con la malinconia … usando un pianoforte.

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