(per la serie : quando il capitano non c’è, i mozzi … ballano)

Ho in mente un’idea balzana … un proposito bizzarro …
Non allarmatevi! Vorrei solo portare un po’ di animazione / emozione sul ponte di questa nave …
Immaginate: notte fonda… un mercantile ormeggiato all’ultimo molo del porto, quello più lontano dall’abitato … prossimo alla barriera del frangiflutti. Il ponte di coperta illuminato da potenti proiettori posti ai quattro angoli dell’area libera … oltre 1000 mq di superficie tirata a lustro e ripulita dai residui di salsedine … un’immensa pista!
Due imponenti scatole, nere come la pece, sistemate sul lato posteriore …proprio sotto la balconata del ponte di comando: terminali di un impianto gentilmente messo a disposizione dal maresciallo. Particolare curioso ed inquietante : non si scorge anima viva …
Poi improvvisamente … buio totale. Proiettori spenti. Silenzio … no! Un suono, inizialmente impercettibile, prende corpo e si diffonde, sempre più intenso e con ritmica decisa, nella lieve brezza di una notte senza luna. E poi sarà luce … chiarore soffuso, proveniente dal basso, dalla base dei parapetti laterali, che divampa ed acquista vivacità … senza però ferire la vista.

image1.gifEd ecco che la situazione assume un significato … forse non per il luogo in cui si presenta, forse non per il momento della giornata (nottata), ma di certo, per gli elementi caratteristici, raccolti in un universo parallelo che, questa volta, si è manifestato qui … sul ponte di un mercantile chiamato cargovessel.image2.gif
Le figure in movimento sulla pista non sono molte … eppure danno l’impressione di occupare tutto lo spazio disponibile, perché i loro movimenti si espandono, esplodono! … rallentano e si raccolgono … improvvisamente; raggiungono, in brevi istanti e senza apparente sforzo, l’estremo opposto dello spazio su cui agiscono. Sinuosi e scattanti al tempo stesso. Precisi … sulle note di una musica che , poco dopo, si dissolve in fade out e si trasforma … oppure dopo uno stop deciso, riprende in fade in con il pezzo successivo… dando vita al medley di una vita trascorsa tra le movenze della danza. Saranno le arie struggenti di un valzer inglese, oppure i ritmi infuocati del paso doble … oppure ancora, le cadenze eleganti di uno slow-fox , seguite dai ritmi gaudiosi e sensuali delle danze caraibiche … e poi ancora, tango argentino, balli latino americani, ballo da sala e, perché no?!, danze tradizionali, provenienti dai luoghi più disparati! … e così via … per tutta la notte … senza bisogno di fermarsi, senza necessità di riprendere fiato … perché il respiro dei danzatori è fatto di onde … come quelle che si abbattono inesorabili e violente sull’ultima barriera del porto … avvisaglia di un’imminente burrasca … vicina minaccia per l’incolumità di un esiguo equipaggio e di quei passeggeri fantasma evocati in un sogno fatto di musica e corpi … musica, corpi e movimento … fatto di danza.
In questa bolla temporale, nessuno si sente minacciato, nessuno si sente in pericolo, nessuno smetterà di ballare prima che l’ultima nota fuoriesca dall’impianto di diffusione … fino al momento esatto in cui il bagliore velato delle luci comincerà ad attenuarsi sulle loro figure immobili … come statue scolpite nell’ultima posa, dell’ultimo ballo, su una pista improbabile …
Scatto secco dei proiettori … e sarà di nuovo luce accecante, su un ponte di coperta tirato a lustro … deserto …
Mare calmo … bassa marea … silenzio.

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