CORRISPONDENZA DA TERRA


autore dei testi martin

a cura di willdearborn

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Occhi aperti che continuano a fissare l’orizzonte e si sentono infastiditi dal bianco/grigio del cielo. I pensieri sembrano essere filtrati dalle lenti degli occhiali e perdersi, disperdersi fluidi … una morsa … ferma, decisa, concentrata tra la pancia e lo stomaco mi toglie il respiro per pochi attimi e si distende poco alla volta… “Cosa sta succedendo?” sono le sole parole che salgono dal cuore ed escono ad un solo fiato dalla bocca. Cerco di ripetermi “Va tutto bene, va tutto bene…” ma non riesco a crederci. Non ho una risposta, solo confusione “…beh, è già qualcosa!” , ma a chi la sto raccontando. Seduto immobile vedo navi che vanno e vengono, movimento e quiete e tanto altro e penso a quelli che viaggiano … già VIAGGIARE, per lavoro, per passione, per fuga, per passatempo, per trovare soluzioni, per poi tornare, per essere “rincorsi” … e per mille altri motivi! Andare via da cosa, da chi, verso dove, con chi? Fare tanta strada stando fermi e non muoversi facendo migliaia di chilometri … forse sto percorrendo la prima soluzione, il faro è un buon posto dove “stare fermi” e guardare lontano, forse, per non vedere vicino. [28/12/2006]

 

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27/12/2006 – Oggi il faro è avvolto dalla nebbia, sono questi i momenti in cui sembra amplificarsi la distanza dal resto del mondo abitato… il faro ha una funzione specifica: è un riferimento, è visibile da lontano e da molte parti, sia della terra ferma che dal mare, ma è come se fosse “staccato”, “isolato” dal resto del mondo. Impegna uno spazio, tiene un posto, comunica lontano, ma è difficilmente raggiungibile; ha una posizione scomoda, trovandosi su un verde altopiano a picco sugli scogli, chi vuole raggiungerlo a piedi deve trovare il sentiero ed essere pronto a faticare per poterci arrivare. Spesso vedo persone camminare sulla scogliera che si trova sulla sinistra del faro, dopo poco li sento avvicinarsi, gironzolare intorno alla torre, osservarla da fuori, guardare il mare… poche volte li ho visti fermarsi, sedersi e respirare l’aria che tira da queste parti, le volte che è successo mi sono avvicinato, mi sono seduto accanto a loro e insieme abbiamo goduto dell’essere parte di un meraviglioso pianeta che, da qui, sembra non essere così sofferente. Da quel momento e con il tempo, questi non sono più stati semplici visitatori, ma ospiti consueti che non sentivano più la fatica di arrivare sino qui… sono proprio queste persone che hanno avuto accesso al faro, ne hanno voluto visitare una parte ascoltando e vivendo la fatica quotidiana della sua fragilità e la portentosa e stupefacente forza e complessità di meccanismo. Con questi amici, a volte navigatori, a volte viaggiatori, a volte avventurieri, a volte semplici camminatori che hanno perso il sentiero e si sono trovati qui, si è potuto sentire la potenza delle sirene di una nave in avaria, la particolarità di una giornata nuvolosa che invece di portare pioggia, inaspettatamente, porta sole. La straordinaria consapevolezza di essere unici in mezzo a tanti e di fare parte, di essere una pedina, di un’enorme scacchiera. Sento nascere nel cuore lo stupore tutte le volte che una faccia conosciuta sbuca dall’ultimo tratto di sentiero, proprio dietro la roccia che viene chiamata “delle ali spiegate”, si incrociano gli sguardi, si aprono i sorrisi e ci si va incontro. Trovo bello stare da solo, ma trovo altrettanto piacevole la compagnia di persone con le loro paure, i loro desideri, le loro aspettative … le loro storie che si intrecciano alla mia arrivando fino qui. [02/01/2007]

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02.01.2007

SPOSTAMENTI NASCOSTI

Oggi c’è molto vento … mi piace … movimento, movimento … il mare è particolarmente increspato, un gabbiano cerca di planare ma dopo poco rinuncia … non ci sono nuvole. Seduto sto leggendo un libro (regalatomi da una vecchia amica) che parla di un viaggio e tornano i pensieri sul viaggiare … poco tempo fa è arrivata qui una ragazza: scarponcini da montagna, foulard al collo, viso rotondo e lineamenti giovani … sono rimasto colpito da lei perché si è seduta con le spalle rivolte al mare e con la fronte al faro. Non faccio caso a tutti coloro che arrivano sino qui, ma alcuni sembrano rifugiarsi quassù per trovare una risposta giusta o forse per capire se le domande che si stanno facendo siano sbagliate … lei non mi era sembrata far parte di queste persone … occhi attenti ma rilassati, sembrava bastare a se stessa … mi sono incontrato con lei uscendo dal faro, proprio quel giorno stavo partendo per il paese, per i soliti acquisti settimanali, chiusa la porta mi sono girato e lei fissandomi mi dice :

“Tornerai presto?”

La saluto e le dico che ci vedremo al tramonto. Tornato dal paese la vedo nello stesso punto dove l’avevo vista prima, mi guarda e con un sorriso mi augura il bentornato, mi chiede :

“Da cosa stai scappando? Vivi quassù, da solo … stai fuggendo dal mondo?”

Devo ammettere che la domanda mi ha colpito, il mio primo pensiero è stato “cosa ha bisogno di sentirsi dire?” … mi scarico dalle spalle lo zaino e mi siedo accanto a lei. “Ovunque vada, sono nel mondo! Ne sono parte e quello che faccio risuona in ciò che mi circonda, come se venisse “riassorbito” dal pianeta. Credo si possa viaggiare stando immobile ed essere fermi percorrendo chilometri di strada o di mare.” Una frase secca taglia i pochi secondi di silenzio che stavamo vivendo:

“Io sto viaggiando per scappare” mi dice guardando la punta delle sue scarpe… la osservo e dallo stomaco mi sale ed esce una domanda.

“Stai viaggiando per scappare con la speranza che qualcuno ti insegua?” … rimaniamo diversi minuti in silenzio, mi giro verso il mare e in quel momento il pensiero va ad alcuni amici conosciuti poco tempo fa al porto … chissà verso dove staranno viaggiando ora … il mio pensiero è interrotto:

“Si, voglio essere rincorsa, ho bisogno di prove, sento il bisogno di avere delle prove e delle certezze!” Guardando il tramonto continuiamo a chiacchierare … pensandoci ora mi stupisco della tranquillità e della naturalezza con cui ci siamo parlati … . Non è vero! Non mi stupisco, spesso è più semplice parlare ad un’ estraneo: spesso è per questo che si tengono le persone fuori dalla porta di casa e si parla loro dalla finestra, chissà cosa potrebbe capitare se li si facesse accomodare per un caffè!! … VIAGGIARE CON LA SPERANZA DI ESSERE (IN)SEGUITI… non è più facile raggiungere qualcuno fermo, rispetto a qualcuno che corre? … i pensieri si accavallano e gli occhi bruciano … ora non so se sono fermo o sto correndo, so di avere il cuore a mille e un libro che racconta di viaggi, in mano. [05/01/2007]

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Ho spesso incontrato persone festanti e allegre, con la voglia di stare con gli altri e divertirsi, ho incontrato persone cariche di pesi ingenti che faticavano a camminare per la grave quantità di bagaglio con cui stavano viaggiando e in parte erano stati caricati e in parte si erano caricati … persone con grandi interrogativi di vita e persone con semplici soluzioni, persone sorridenti e persone con lacrime che solcavano le guance … persone che avevano il tempo per parlare e altre che sembravano non averlo nemmeno per respirare, persone che sembravano avere rinchiuso dentro di se la nebbia del/verso il mondo e altre con la pace e una serenità travolgente … molte storie … tanti piccoli universi … quanti danni e quante gioie possono fare/portare ? Mi sono fermato, in modo particolare, a pensare a coloro che dicono di possedere grandi verità : in alcuni momento li ho invidiati, in altri ammirati, in altri ancora me ne sono distaccato, mi sono domandato : “come avranno fatto a raggiungerle?” e “Quanto dureranno?” “Per quanto e a cosa serviranno?” … mi sono fermato a pensare a coloro che vivono dubbi e “sospensione di tempo” (cioè quei periodi che sembrano essere al di fuori del tempo, periodi in cui non esiste giorno, ora o minuto), questi possono trascorrere in apatia, sofferenza o felicità o in mille altri modi … è più faticoso vivere false certezze o autentici dubbi? … false o improvvisate? … autentici o consolidati? … persone apparentemente sicure, serene e pronte ad affrontare il “tutto” con veloci e giuste soluzioni senza battere ciglio e senza apparente scomponimento, ma dentro cosa succede?

Recitare una parte per coprire cosa ci scorre nel sangue, quello che colpisce lo stomaco, quello che viviamo nel cuore e ci invade … quanta fatica si può fare a sostenere tutto questo? Quale buon rifugio può diventare? … Quanto ci accorgiamo che sta accadendo? Ognuno di noi ha segreti (ed è sacrosanto averne!) , si hanno segreti per amici, compagni di viaggio, giovani donne, anziani genitori, teneri bambini e … per noi stessi, questi ultimi trovo siano i più impegnativi, soprattutto se sostenuti dalla convinzione di non averne … poco alla volta sembrano diventare una gabbia e ci inducono a decisioni (apparentemente) definitive, ci si dice “è la cosa giusta!”, ma non si calcola quanto quel “giusto” possa essere relativo: al momento, alla persona, al contesto. Ci si dice che è “la cosa giusta” forse perché lo è sul serio o forse perché è l’unica FACILE E POCO IMPEGNATIVA soluzione che CERCHIAMO in quel momento. Credo che il fluire delle cose (momenti, situazioni, oggetti…) non permetta soluzioni “definitive” : “NON LO FARO’ MAI!” Buona frase ma quanto può essere vera?! La pienezza do ogni attimo, la rilassatezza di parlare del tempo come della vita. [29/01/2007]

faro2.jpgSembra che le giornate si siano allungate, meno male! Nuvole rade appoggiate ad un cielo azzurro sembrano volersi riposare.Oggi è stata una giornata molto lunga, o meglio, fuori dal tempo … amici navigano lontano, chissà cosa avranno fatto oggi, dove si saranno diretti… ho concluso oggi le riparazioni del faro…, finalmente … ho fatto molta fatica e lavoro manuale, mi sono reso conto che ho avuto tutto il giorno impegnato e ho riscoperto quanto sia utile per non pensare. Riempire il tempo sembra per mettere di “staccare” il turbine di emozioni e di pensieri che ci invadono … può non essere una cattiva soluzione!! Capita , capita … ci sono momenti della vita che sembrano avere un carico maggiore di altri, … carico di cose belle, piacevoli, dolci e inebrianti, …carico faticoso, impegnativo, ingombrante e scomodo … carico confuso, indefinito, a tratti fastidioso, a tratti illusorio … in questi momenti sembra essere necessario vivere a fondo o staccare, o andare via, o … Ci sono molti modo di fare tutte e tre le cose, ci si può tuffare in uragani che per la loro forza centrifuga ci “sputeranno” fuori senza pietà, si può decidere di non farsi e non fare domande, sospendere tutto e appendere la ragione a un chiodo, lasciando procedere il resto, … chi ci dice che la soluzione non stia nel non fare nulla: staccare la spina e sedersi a guardare come vanno le cose … chi ci dice che la soluzione non sia nel raccogliere le idee, le emozioni, le esperienze e le parole dette, mettere tutto in una valigia e allontanarsi per poter vedere le cose da un’altra prospettiva …forse senza far troppo rumore e dandosi lo spazio per respirare aria diversa … [19/03/2007]